Work in progress
In fondo non lo siamo un po' tutti?
Ritorno qui, a gennaio inoltrato, senza aver fatto bilanci del 2025 e senza aver fatto una lista di buoni propositi per il 2026. Perché a volte, semplicemente, tutto è troppo e l’unica cosa realmente fattibile è accettare di poter fare solamente il meglio che si può, con quello che si ha. Quindi il 2026 sarà il mio anno work in progress e, nonostante tutto, ho delle good vibrations1 a riguardo.
Tornando un momento al 2025 devo dire che per molte delle persone che conosco non è stato granché. La cosa non mi consola per niente, ho sempre odiato l’espressione mal comune, mezzo gaudio. Perché mai dovrei essere contenta che a qualcun altro è andata male? Mah. Passiamo ai libri, va, che è meglio.
Posso dire di aver felicemente iniziato benissimo l’anno nuovo. Prima di tutto ho letto Margo ha problemi di soldi2, spinta dalla curiosità perché ad aprile uscirà la serie tv su AppleTV con Elle Fanning e Michelle Pfifer e anche perché Rufi Thorpe mi era già piaciuta molto con il suo La nostra furiosa amicizia. Ammetto che non avrei pensato mi sarebbe piaciuto così tanto ma, in realtà la scrittura di Thorpe è coinvolgente e diretta e i personaggi sono davvero ben descritti e amabili, anche quando fanno arrabbiare lo fanno con grande coerenza. Insomma, se cerchi una storia di una famiglia un po’ particolare, con una protagonista scevra da ogni tipo di pregiudizio, di grande forza seppur con le proprie debolezze e fragilità, questo è sicuramente il libro giusto. E poi fra qualche mese, parliamo anche della serie.
Quest’anno lo voglio dedicare al recupero di classici e Stephen King. Come classico ho pescato Cime Tempestose perché, hei! mia moglie (come dicono i giovani) Emerald Fennel ha in uscita “Wuthering Heights” (molto importanti le virgolette) con Margot Robbie e Jacob Elordi e io non lo avevo mai letto. Come dice saggiamente la Terry, “se hai odiato questo libro, allora ti è piaciuto”. Sì, perché, nonostante spesso venga spacciato per un libro d’amore, in realtà è un romanzo che tratta con profondità e senza sconti di relazioni veramente problematiche, di odio razziale, praticamente non c’è personaggio che si salvi, ognuno com’è tormentato e preda dei propri sentimenti e il proprio senso di giustizia. Durante la lettura ho imprecato tantissimo. Però è un libro pazzesco, non riesci a staccarti perché è traboccante di sentimento e di vita. Quindi sì, lo odiato e perciò l’ho amato molto.
Invece con King è andata che ho letto Carrie che mi è piaciuto ma non quanto mi sarei aspettata, forse la struttura con le varie testimonianze mi ha distratta dalla parte puramente emotiva che pensavo sarebbe stata più forte. Insomma, alla fine quando uno sente parlare così tanto di un libro forse si costruisce nella testa - sbagliando - una propria narrazione.
Devo riuscire a leggere il Re con meno sovrasstuture. E infatti, con il secondo libro di King letto, è andata decisamente meglio. Grazie al gruppo di lettura di Dietnam ho letto un King di cui non avevo ancora sentito parlare, La lunga marcia che mi ha lasciato con una tristezza immensa, la tristezza quella buona di quando leggi un libro che colpisce a fondo. Non riuscivo a scegliere altro da leggere dopo. Ne è stato tratto anche un film uscito nel 2025 ma non mi è stato consigliato granché.
Ma quanti film sto vedendo! Se vuoi fartene un’idea più precisa dai un’occhiata al mio profilo Letterboxd e stupisci!
Due giorni fa sono state rese note le nomination agli Oscar 2026 e il mio bilancio è desolante, ne ho visti solo due tra quelli candidati tra i migliori film.
Ma vediamoli:
Bugonia, regia di Yorgos Lanthimos
F1 - Il film (F1), regia di Joseph Kosinski
Frankenstein, regia di Guillermo del Toro
Hamnet - Nel nome del figlio (Hamnet), regia di Chloé Zhao
Marty Supreme, regia di Josh Safdie
Una battaglia dopo l’altra (One Battle After Another), regia di Paul Thomas Anderson
L’agente segreto (O agente secreto), regia di Kleber Mendonça Filho
Sentimental Value (Affeksjonsverdi), regia di Joachim Trier
I peccatori (Sinners), regia di Ryan Coogler
Train Dreams, regia di Clint Bentley
Molti tra questi sono ancora al cinema in Italia mentre altri li possiamo recuperare (io e te, sì) sulle piattaforme. Per esempio, F1 - Il Film è su AppleTV, Frankenstein e Train Dreams sono su Netflix e Una battaglia dopo l’altra è su HBO Max. Per i restanti sarà meglio farsi un carnet al cinema e uscire di casa.
Io ho visto solo Frankenstein e Train Dreams ed entrambi mi sono piaciuti tantissimo.
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A fine dicembre 2025 mi sono operata di cataratta congenita. È strano dirlo perché è un’operazione complessa che non avrei mai pensato di poter affrontare. Vengo sballattota da uno specialista all’altro dall’età di tre anni e il mio occhio mi ha riservato da sempre una grande curiosità e una certa brama da parte dei medici per il caso particolare e mai visto se non sui libri. E invece almeno la cataratta ce la siamo levata. Non ci vedo comunque, giusto più luce e qualche colore, però mi vedo diversa senza quella macchia nell’occhio con cui sono nata. Una volta uno mi ha chiesto se avevo una lente a contatto per imitare Marilyn Manson, per dire.
Ora mi aspettano altri controlli, forse altri interventi. Ma un passo per volta che la parte più difficile è andata.
Sto ascoltando più musica. Intanto che scrivo mi sono imposta di ascoltare sempre qualcosa perché è un boost all’umore incredibile
Riuscirò a finire di impostare il mio reading journal prima del 2027?
Mi sono proposta per un lavoro e al di là del risolutato sono orgogliosa di me
La tosse quest’anno è brutale
Mi sono chiusa talmente tanto in me stessa che ora mi chiedo come sarà uscire nuovamente là fuori
mi è ripresa la fissa per i Beach Boys e Brian Wilson - una buona fissa, direi
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